Il libro degli sussurri, a Milano – venerdi, il 20 febbraio 2015
Iata prezentarea facuta, in debutul conferintei, de catre Pietro Kuciukian (foto, impreuna cu autorul), consul onorific al Armeniei la Milano:
“Il libro dei sussurri” di Varujan Voskanian segna una tappa importante sulla strada della memoria del popolo armeno, una memoria intrecciata alla storia del Novecento.
Cercherò di essere breve, per lasciare a lui la parola e utilizzare fino in fondo il privilegio di averlo con noi questa sera.
Voglio sottolineare subito che si tratta di un libro appassionante, la cui scrittura può essere definita “prosa poetica” (oltre che scrittore, l’autore è anche poeta); una sorta di “poema epico”, che avvince come ci avvincevano nella nostra giovinezza
l’Iliade e l’Odissea.
Cenni Biografici
L’autore è nato a Craiova, in Romania, da una famiglia armena emigrata dall’Impero Ottomano in seguito al genocidio e alla diaspora del 1915, poeta, scrittore, matematico e politico,già ministro dell’economia in Romania, oggi senatore nel Parlamento romeno, presidente dell’Unione Armeni di Romania e vicepresidente dell’Unione degli Scrittori.
Il libro dei sussurri,è stato pubblicato in Romania nel 2009 tradotto in molte lingue, e oggi edito in italiano dalla Casa Editrice Keller di Rovereto, la stessa che ha scoperto in anteprima Herta Müller, premio Nobel per la letteratura; il libro è già stato presentato con molto successo in Italia e all’estero, ma per la prima volta a Milano.
La narrazione ripercorre tutto il “secolo breve” e fa nascere l’intreccio di storie e personaggi dai racconti del nonno Garabet, racconti “sussurrati”, segreti e misteri custoditi gelosamente, ma sempre racconti dei vinti, dei sommersi, dei perdenti. Vinti che però hanno fatto la storia.
Un accenno alla vicenda
Gli anziani del paese di Fucşani, dove le famiglie armene si sono insediate dopo la precipitosa fuga dall’Anatolia in fiamme, si riuniscono segretamente nella tomba vuota di un armeno miracolosamente fuggito in America, ascoltano radio Liberty, la radio ad onde corte, ma ogni volta devono risintonizzarsi con grande difficoltà per non permettere alla Securitate di scoprire l’emittente proibita. Ogni due anni arriva un pacco dall’America contente un piccolo cavallo intagliato nel legno: è un messaggio segreto che lo scrittore rivelerà alla fine del libro dei sussurri quando arriva il cavallo di legno dipinto di bianco.
Vissuti famigliari, piccole storie che si intrecciano con la storia più ampia del regime dispotico di Ceausescu. Tutt’intorno prendono vita vicende misteriose di personaggi strani. L’atmosfera della narrazione è particolare: ci avvolge nel mistero che a un tratto sembra sciogliersi ma che non si svela mai del tutto.
Perché la storia è imprevedibile, incalza, ci sovrasta e cambia improvvisamente le regole della vita. E ci trova sempre impreparati di fronte ai segni del male che si ripropongono. I drammi dell’attualità, si mescolano alle tragedie del passato, e all’imprevedibilità del futuro.
L’autore racconta le storie dei singoli, le storie di un popolo che poi sono le storie dell’umanità, ieri come oggi.
… “Ogni popolo si definisce per un elemento che non deriva né dal nome, né dal luogo, né dai defunti, né dalle città, ma che è soltanto suo e gli armeni possono essere compresi al meglio attraverso i loro occhi grandi, malinconici”.
Così ripeteva spesso nonno Garabet che sapeva prepararsi alla morte sussurrando parole giunte da tutte le lingue della sua infanzia: turco, russo, arabo, persiano.
Nonno Garabet che …“prima di giungere alla propria morte passava attraverso un’intera serie di altri morti che lo avevano preceduto”… .
Gli armeni ssognavano che l’odio si sarebbe placato, che il genocidio sarebbe stato riconosciuto e gli armeni, in pace, avrebbero potuto dare nome e sepoltura ai loro morti. Non è accaduto.
Così conclude l’autore:
… “Rimasero solo le nebbie, convogli interi di creature translucide che avanzavano lente, innaturali, come un sogno vissuto a ritroso, vite non vissute che generavano bambini e nipoti non vissuti,… eroi di questo libro e di altri ancora che si scriveranno, nella foschia diafana dei morti recenti, in una malinconia dal sapore dolce amaro come aria non solcata da volo di uccello” Pag. 470
…”Il libro dei sussurri non si concluderà finchè al mondo esisterà la paura”.
Il libro dei sussurri è alquanto insolito, poiché, a differenza di altre storie, qui la morte è solo un dettaglio. Più importante della morte, e dunque della vita, è la memoria”.