Discorso di Sua Eccellenza Mikayel Minasyan, Ambasciatore della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede,

28 Aprile 2014 Presso il Centro Russia Ecumenica Roma

 

Eminenza Reverendissima,

Reverendissimi Vescovi della Chiesa Armena Apostolica e della Chiesa Armena Cattolica,

Egregi colleghi, membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede,

Cari amici,

Quest’anno il popolo armeno commemora i 99 anni del genocidio che spazzò via la presenza armena dalle terre storiche dell’Anatolia. L’indescrivibile dolore che ha colpito i superstiti di quest’orrore e che negli anni, invece di essere alleviato, fu solamente potenziato dalla negazione di chi l’ha provocato, per lungo tempo non ha saputo ne ricordare, ne esprimersi, tanto forte era il male….

Dobbiamo alla generazione successiva, di chi le marcie forzate, la fame, le carestie, i massacri e la totale spoliazione dei beni non le ha vissute, questa capacità di mettere insieme memorie sussurrate tra le mura della loro casa e raccontare, dare volto e voce a ciò che i loro genitori non avrebbero potuto fare.

Varujan Vosganian, scrittore, politico di lunga carriera in Romania, discendente di sopravissuti al genocidio è con ogni probabilità colui che ha saputo fin ora interpretare questo compito con maggiore maestria. La capacità con cui narra, da attento osservatore, i destini di coloro che hanno abitato il suo microcosmo, e soprattutto l’integrità con cui affronta il profondo dolore che colpi la sua famiglia sono per tutti noi un grande esempio da ammirare e seguire.

Prima di lasciare la parola a Don Sergio Mercanzin che introdurrà il libro, vorrei ringraziare i qui presenti ed in particolar modo Sua Eminenza Reverendissima Cardinal Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, per averci onorato con la sua presenza.

Desidero infine esprimere la mia stima e gratitudine più profonda all’autore, Varujan Vosganian per aver accettato di essere qui con noi, questa sera. Grazie di cuore.

Foto: Anush si Mikael Minasyan