Ponterosso i Gianfranco Franchi: I cuaranta giorni del Musa Dagh di Werfel (photo) e Il libro dei sussurri, libri fondamentali sul genocidio armeno
Tre sono i
libri fondamentali, ad oggi: tutti di facile
reperibilità.
Il primo è l’epico e massimalista tributo alla resistenza armena
sul Mussa Dagh, opera dello scrittore ebreo austriaco Franz Werfel, nato a Praga nel 1890: I quaranta giorni del Mussa Dagh .
Il secondo è il doloroso e coinvolgente esordio della letterata veneta armena Antonia secondo Arslan, classe 1938: alludo ovviamente a La masseria delle allodole, pubblicato da Rizzoli nel 2004. Il terzo è l’elegiaco Libro dei sussurri di Varujan Vosganian, scrittore rumeno di sangue e cultura armena, giàministro dell’Economia di Bucarest. È stato pubblicato dalla Keller di Rovereto nel 2011, nella traduzione d’eccellenza
di Anita Natascia Bernacchia, mezzosangue
triestina. Vosganian ricorda che
“tutti i metodi adottati per lo sterminio
degli armeni sui tragitti dell’Anatolia,
da Costantinopoli fino a Deir-ez-Zor e
Mosul, furono impiegati in seguito dai
nazisti sugli ebrei. La differenza è che
nei lager nazisti i detenuti portavano dei
numeri, e questa numerazione macabra
ha aumentato l’orrore dei crimini con
tro
il popolo ebraico. I morti provocati
dall’azione di annientamento del popo
lo
armeno non sono di più […] ma sono
stati contati di meno”. Non c’è fami
glia
di armeni che non abbia un parente
scomparso per mano turca. Non esiste.
Ankara preferisce raccontare al mondo
la storia di una deportazione di massa