Mescalina.it: Una scrittura intensa che ci catapulta letteralmente nella storia della coscienza collettiva dell’umanità del ‘900
di Eliana Barlocco
“Il libro dei sussurri non è un manuale di storia, ma un libro di stati di coscienza”.E’ sufficiente questa affermazione per comprendere l’intensità della scrittura insita in questa opera Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian.L’autore, nato in Romania da una famiglia d’origine armena, ci catapulta letteralmente nella storia della coscienza collettiva dell’umanità del ‘900. Il racconto si snoda attraverso gli anni, ripercorrendo il destino del popolo armeno costretto dal genocidio a lasciare la propria terra e a vagare per il mondo alla ricerca di una nuova casa.
Vengono tratteggiati quadri di vite sussurrate (“Vissi la mia infanzia in un mondo si sussurri…erano tante le cose di cui non mi era permesso parlare…… non mi era permesso raccontare a nessuno, né all’asilo, né agli sconosciuti, che a volte in casa nostra si parlava sussurrando.”), di vite violentemente strappate e ricucite con grande dignità, vite impegnate nella ricerca di una nuova dimensione in cui ritrovarsi come persone, come comunità, come popolo. L’epopea del popolo armeno si sovrappone alla storia della Romania stessa in un ritratto di destini incrociati.
Si diviene così consapevoli della tragedia di un popolo, ma soprattutto si prende coscienza della enorme quantità di morti che il secolo scorso ci ha lasciato. Emblematica è l’epigrafe del libro: “Noi non ci distinguiamo per ciò che siamo, ma per i morti che ognuno di noi piange”.
Nel libro non c’è solo morte, non vi sono solo lacrime, vi è anche l’amore per le proprie radici. E’ un ripercorrere il passato, è un dare voce a chi la voce non la ha mai avuta, è sopravvivere a chi non è vissuto, è un tentativo di mettere la parola fine a una tragedia moderna…ma “il libro dei sussurri non si concluderà finché al mondo esisterà la paura…”.
E per paura intendiamo l’accezione originaria del termine: l’aver paura è la conseguenza dell’essere battuto. L’uomo quindi ha paura di essere battuto dall’uomo. Sembra un assurdo, ma è questo il concetto che sta alla base dell’odio. E la lettura delle conseguenze di tale odio ci spalanca la porta della consapevolezza di essere ben certi delle decisioni che prendiamo per non reiterare la storia perché…..la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
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