Il giornale „Il Fatto Quotidiano”:”Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian ha conquistato critica e lettori”
Pagine di Nobel e di montagna
giovedì 10 febbraio 2011
IL FATTO QUOTIDIANO DEL 10/2/2011
dì Marco Filoni
È passato poco più di un anno. Allora Roberto Keller era su un furgone verso Pisa, per una piccola fiera dell’editoria. Con sé un
banchetto, dove avrebbe venduto i suoi libri. Quelli di Keller editore, con sede a Rovereto: più che un’impresa, una passione
artigianale, raffinata e di qualità. Pochi titoli, tutti ricercatissimi. Autori poco noti se non sconosciuti. Mentre era in furgone, Keller è
raggiunto da una telefonata di un amico: „Herta Müller ha vinto il Nobel! Devi immediatamente tornare che ti cerca mezza Italia”.
Pensa a uno scherzo. Ride. Poi il dubbio. L’amico fatica non poco a convincerlo: non sta scherzando. Alla fine Keller si convince.
È l’unico editore con un titolo della scrittrice in commercio, Il paese delle prugne verdi. Fa subito retromarcia e torna nella sua
Rovereto. Da lì, il successo. Che ha un suo prezzo. Il libro è pubblicato in mille copie. Le richieste sono ventimila. Si diceva che la
sua è un’impresa artigianale: l’immagine di copertina è incollata manualmente, una a una. Come fare? Sembra una difficoltà
insormontabile. Invece scatta una straordinaria solidarietà: si mobilitano gli amici, e poi con il passaparola gli amici degli amici.
Addirittura il proprietario di un’azienda si mette a disposizione con tutti i suoi dipendenti. Una quarantina di persone, per un fine
settimana, festeggiano il concittadino editore e danno una mano. Alla fine i libri ci sono, e possono arrivare sul mercato. Oggi quel
libro ha venduto quasi centomila copie.
Ma Keller non è un solo libro. È un piccolo editore con un catalogo particolare. Al momento del Nobel i titoli erano appena una
decina. Poi se ne sono aggiunti nove nel 2010; e quest’anno sono previste tredici nuove uscite, con un occhio particolare
all’Europa dell’est. Fra queste, Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian, che racconta il genocidio armeno del 1915 restituendo la
voce alle rovine della storia – romanzo che ha conquistato critica e lettori, al punto da esser il libro più venduto in Romania negli
ultimi dieci anni. Presto anche il nuovo Jordi Bonells, che con Dio non appare in foto conferma il suo talento affrontando il tema
della memoria nel rapporto fra padre e figlio: un romanzo nel quale s’intrecciano riflessioni non ordinarie, una sorta di narrazione
fìlosofica alla maniera di Sebald o Tabucchi. Infine, una piccola soddisfazione: altri due libri di Herta Mùller, di cui uno in uscita e
l’altro programmato per il prossimo anno. Nonostante dopo il Nobel per Keller fosse diventato impossibile competere per
aggiudicarsi i diritti (ora la Müller è pubblicata da Feltrinelli e Sellerio, ma ci dice Keller che „è giusto così: un grande autore deve
avere un grande editore”), c’erano due libri ai quali teneva molto, poiché completavano idealmente il primo romanzo. Così l’ha
spuntata, e presto sarà in libreria il bellissimo Il re si inchina e uccide: una riflessione sulla libertà, sul modo per resistere
all’oppressione e all’iniquità del potere. In fondo, una metafora della resistenza alle grandi concenti-azioni editoriali di cui Keller è
una coraggiosa e riuscita espressione.
Foto: Fantanile Romei.