Italia – Giuditalegge.com e Nello Zaino di Antonello: El libro dei sussurri, uno dei capolavori della letteratura romena post-comunista

Italia – Giuditalegge.com e Nello Zaino di Antonello: El libro dei sussurri, uno dei capolavori della letteratura romena post-comunista

A proposito di margini e confini, popoli erranti e sradicati bisogna tener presente un testo pubblicato dalla casa editrice Keller nella collana Passi e dal titolo “Il libro dei sussurri” di Varujan Vosganian.

Pubblicato nel 2009, “Il libro dei sussurri” ha ottenuto sin da subito uno straordinario successo di critica, tanto da essere considerato il libro romeno più venduto degli ultimi dieci anni. Numerosi sono i riconoscimenti concessi al romanzo e all’autore tra cui il Premio Libro dell’anno (2009) della rivista «România literar?», il Premio “Mihail Sadoveanu” per la prosa della rivista «Via?a Româneasc?» (2009), il Premio per la prosa e il Premio dei lettori della rivista «Observatorul Cultural» (2009), il Premio della rivista «Convorbiri literare» (2010), il Premio BestSeller della Fiera del Libro “Librex” di Ia?i (2010) e il Premio per la prosa della rivista spagnola «Niram Art» (2010).
“Il libro dei sussurri non è un libro di memorie, poiché gli eventi rimemorati nelle sue pagine non sono i miei ricordi. Direi che è piuttosto la biografia del XX secolo narrata da coloro che l’hanno vissuta. Nel Libro dei sussurri ritroviamo tutte le malattie di quel secolo: le guerre mondiali, il genocidio, il totalitarismo, l’esodo e la ricerca vana di sé. Il secolo XX ha inventato la morte non quantificabile e le fosse comuni. Si tratta prima di tutto della tragedia del popolo armeno, ma anche della tragedia del popolo romeno, di tutti coloro che hanno subito la storia, invece di viverla. Tutti i personaggi sono reali, gli accadimenti che hanno vissuto sono reali e proprio per questo Il libro dei sussurri appare così inverosimile, proprio perché è reale. Non mi sarei arrischiato a scrivere di tutto questo, se non vi fosse stato un fondo di spietata realtà”.
Tutto ha inizio nella piccola città di Focsani, in una strada armena, tra i vapori del caffè, gli aromi della cantina di nonna Arshaluys, i libri antichi e le fotografie appartenute a nonno Garabet. Il piccolo Varujan guarda un mondo colorato dallo sguardo dell’infanzia e ascolta le conversazioni e le storie favolose di alcuni vecchi armeni che, per parlare liberamente, si nascondono in una cripta.
Prende vita così, in un’atmosfera già densa di presagi, uno straordinario romanzo, una vera e propria epopea nella quale partecipando ai destini dei personaggi, alle guerre, ai viaggi, alle fughe, alle avventure, agli amori, alle vite che si compiono nella fine, si segue passo dopo passo, con continui salti di tempo e di spazio, l’intera storia del Novecento, il destino umano e in particolare quello del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora.Un romanzo fuori dal comune, dall’ampiezza di respiro inusuale, popolato da personaggi indimenticabili e che è allo stesso tempo narrazione personale, libro identitario per il popolo armeno e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.
Considerato dalla critica uno dei capolavori della letteratura romena post-comunista, è stato poi l’apprezzamento dei lettori che l’hanno trasformato nel maggior successo editoriale degli ultimi dieci anni. Attualmente il romanzo è in fase di traduzione in numerose lingue.

Nello Zaino di Antonello: Letteratura ai margini.