Italia: ifyouhaveagardenandalibrary.blogspot.ro: Il libro dei sussurri, un libro belissimo!

Trama: Tutto ha inizio nella piccola città di Focşani, in una strada armena, tra i vapori del caffè, gli aromi della cantina di nonna Arshaluys, i libri antichi e le fotografie appartenute a nonno Garabet. Il piccolo Varujan guarda un mondo colorato dallo sguardo dell’infanzia e ascolta le conversazioni e le storie favolose di alcuni vecchi armeni che, per parlare liberamente, si nascondono in una cripta. Prende vita così, in un’atmosfera già densa di presagi, uno straordinario romanzo, una vera e propria epopea nella quale partecipando ai destini dei personaggi, alle guerre, ai viaggi, alle fughe, alle avventure, agli amori, alle vite che si compiono nella fine, si segue passo dopo passo, con continui salti di tempo e di spazio, l’intera storia del Novecento, il destino umano e in particolare quello del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora.
Un romanzo fuori dal comune, dall’ampiezza di respiro inusuale, popolato da personaggi indimenticabili e che è allo stesso tempo narrazione personale, libro identitario per il popolo armeno e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.
Pubblicato nel 2009, Il libro dei sussurri ha ottenuto sin da subito uno straordinario successo di critica, tanto da essere considerato uno dei capolavori della letteratura romena post-comunista e da essere insignito del premio „Libro dell’anno”. Non da meno è stato poi l’apprezzamento dei lettori che l’hanno trasformato nel maggior successo editoriale degli ultimi dieci anni. Attualmente il romanzo è in fase di traduzione in numerose lingue.
Premessa. Questo libro mi è stato regalato da una cara amica in un momento abbastanza complicato. Stavo vivendo un blocco-del-lettore che proprio non riuscivo a scrollarmi di dosso. Non conoscevo il libro e nemmeno l’autore. Conoscevo soltanto la casa editrice perché, ogni volta che entro in libreria, faccio il filo ai volumi del loro catalogo. Buttarmi a capofitto in questa lettura, senza aspettative e senza sapere cosa aspettarmi, non mi ha solo permesso di gettarmi alle spalle il blocco-del-lettore, ma mi ha fatto vivere fino in fondo questo romanzo così bello, inteso e doloroso.
<<Il mondo era una sovrapposizione di carte geografiche, ricoperte di frecce che indicavano gli sbarchi, le liberazioni, le cacciate, le restituzioni, gli entusiasmi e i trionfi. Di tutte le carte, la meno importante, dunque la meno presa in considerazione, era quella più in basso, spiegata direttamente sull’erba: la realtà stessa.>>
Bene!, la premessa era d’obbligo prima di iniziare a parlare di questo romanzo (che poi, ‘romanzo’, a mio parere, è riduttivo), e ora si può iniziare. Ci ho messo alcune settimane a leggere questo libro perché un volume di questa importanza merita tutta l’attenzione e tutta la lentezza possibili. E’ importante assumerlo a piccole dosi quotidiane per entrare nella vicenda narrata e nella Storia. La fretta non è la giusta compagna con cui affrontare il viaggio nella Storia del popolo armeno perché si rischierebbe di perdere informazioni, fatti e collegamenti cruciali.
Il romanzo (uff, io continuo a chiamarlo ‘romanzo’ perché sulla copertina c’è scritto così, ma mi servirebbe un termine più d’effetto ed importante) si snoda sulle pagine più dolorose della Storia del Novecento: le guerre mondiali, il comunismo, le deportazioni, i genocidi e via dicendo. L’autore racconta la storia del suo popolo attraverso i fatti storici e i ricordi familiari, dipingendo un quadro romantico e allo stesso tempo intriso di sofferenza che accompagna il Lettore per tutto il libro.
Onestamente, prima di leggere questo libro, sapevo ben poco di questo capitolo di storia. Qualcosa sapevo, ma non nel dettaglio, e leggere Vosganian mi ha aperto gli occhi su scenari che non avevo mai considerato. La parte storica è curatissima, ma non annoia, proprio perché, come ricorda molto spesso l’autore, Il libro dei sussurri non è un manuale di storia, ma un racconto di vita.
I personaggi sono moltissimi, tutti intrecciati tra loro, tutti con una propria storia personale che va a mescolarsi con quella degli altri. Ho fatto fatica all’inizio a seguirli, ma poi, guidata per mano dall’autore e da nonno Garabet, mi sono lasciata condurre attraverso tutto il Novecento seguendo le orme di chi è rimasto intatto nella memoria dei posteri.
<<Nel Libro dei sussurri si narra del giorno in cui arsero i libri. E come il giorno della strage degli innocenti non riuscì a eliminare tutti i neonati, così quel giorno non riuscì a distruggere tutti i libri. Nella guerra tra libri e autorità, benché siano solo i primi a morire, le autorità non trionfano mai. Perché gli uomini hanno scritto molto più di quanto abbiano la forza di dimenticare.>>
Il libro non è soltanto dolore e sofferenza, ma anche ricordo e memoria delle usanze e delle persone che sono vissute. Il Lettore si imbatte in storie, aneddoti, personaggi minori e ricordi che delineano un passato felice e mai dimenticato. Ci si ritrova anche a sorridere leggendo certe storielle che l’autore ci tramanda attraverso gli occhi del sé bambino, quando osservava gli anziani della sua infanzia seduti sotto l’albicocco a chiacchierare. Ed è impossibile non tornare alla propria di infanzia, quando sicuramente sarà successo a tutti di origliare le parole degli adulti e restare in disparte durante le conversazioni più importanti, divorati dalla curiosità fanciullesca di ascoltare cose che si possono capire solo da grandi.
L’atmosfera familiare è intesa e viva in tutto il romanzo. Il libro dei sussurri è, prima di tutto, un romanzo di famiglia. Donne, uomini, bambini e vecchi sono i protagonisti di questo unico affresco e sono gli stessi donne, uomini, bambini e vecchi che si sono trovati a vivere la Storia, senza che nessuno abbia chiesto loro cosa ne pensassero.
Di tutti questi personaggi, il mio preferito è nonno Garabet. E’ il capofamiglia, colui che insegna e decide, colui che consola ma non si fa consolare, colui che porta il fardello di tutti ma che non chiede mai aiuto. Nonno Garabet racchiude in sé tutte le caratteristiche più belle di un nonno (insegna al piccolo Varujan molte cose), la saggezza dell’anziano e la forza dell’uomo adulto. Il risultato è un uomo d’altri tempi, con un occhio al futuro e la certezza nel cuore. Mi ha ricordato tanto il mio di nonno.
<<Tutto è un abbinamento di linee e colori. Anche l’anima. Essa si esprime in ogni momento attraverso il colore che meglio le si intona.>>
Il romanzo è bellissimo. Non è una lettura semplice, ma prende molto. Inizialmente è stato difficile destreggiarmi tra le pagine del libro dei sussurri, ma poi piano piano mi sono persa nelle vicende e negli occhi dei personaggi. Ho imparato cose che non sapevo e scoperto collegamenti che mai avrei pensato. Le note al testo, seppur riportate tutte a fondo volume e quindi di scomoda consultazione, mi hanno aiutata nei passaggi più complessi, consentendomi una comprensione ottimale.
Non so cosa abbia pensato la mia amica quando ha scelto proprio questo volume per me, perché non è un libro che regalerei a chiunque vista la sua complessità, ma ci ha azzeccato in pieno. Mi è piaciuto proprio tanto e lo consiglierò sicuramente ad altri!
Le parole per descrivere questo libro non saranno mai sufficienti ed è pressoché impossibile dire tutto quel che ci sarebbe da dire. Io, nel mio piccolo, ho cercato di trasmettervi le mie sensazioni e il bel ricordo che questo libro mi ha lasciato. Ho deciso di non soffermarmi sui fatti storici, il genocidio e le deportazioni perché rappresentano un capitolo della Storia significativo e doloroso che è bene che ciascuno affronti a modo suo e con i propri tempi, vista l’atrocità e l’efferatezza con i quali sono stati compiuti. Ho preferito spendere qualche parola in più sui personaggi e sul libro in generale, sperando di aver invogliato qualcuno a leggerlo. Il libro dei sussurri è stato scritto per essere tramandato, per non mettere mai una pietra sopra le atrocità commesse dall’uomo e per non dimenticare. Io ho ricevuto in dono questo libro e, ora, lo consiglio a voi, affinché continui a tramandare ciò che è stato e la speranza per ciò che sarà.
Pubblicato da Antonella a 09:25:00

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