Italia: partedeldiscorso.it – Il libro dei sussurri, uno dei capolavori della letteratura romena moderna.,

Vosganian ci racconta il popolo armeno e le parole sussurrate
Post on: 8 giugno 2016

Antonella Beozzo

È di pochissimi giorni fa la notizia che la Germania ha riconosciuto il genocidio armeno. E mentre il Bundestag tedesco approvava una mozione che definisce “genocidio” il massacro degli armeni avvenuto in Turchia nel corso del 1915 da parte dell’Impero ottomano, io leggevo, per pura coincidenza, un libro potente ed esplicativo proprio su questo tema: Il libro dei sussurri di Varujan Vosganian.

Varujan Vosganian è nato nel 1958 a Craiova da una famiglia di origine armena emigrata in Romania dall’antico Impero ottomano dopo il genocidio contro gli armeni del 1915. Personalità complessa, Vosganian è scrittore, politico, economista, matematico e professore universitario.

Il libro dei sussurri è considerato uno dei capolavori della letteratura romena moderna. Chiamarlo “manuale di storia” sarebbe sbagliato, perché Il libro dei sussurri è molto di più: è romanzo di formazione, romanzo familiare e romanzo di vite, quelle vite spezzate dall’insensatezza e dalla crudeltà dell’uomo.

È un libro romantico e doloroso, intriso di quella sofferenza che solo chi è costretto ad abbandonare tutto, ma non è disposto a dimenticare, può realmente capire fino in fondo. Si devono dedicare a queste pagine di vita, ricordi e morti tutta l’attenzione e tutta la lentezza possibili. Non si può leggere d’un fiato, anche perché sarebbe quasi impossibile visto che, molto spesso, il respiro resta mozzato in gola per le atrocità che si leggono, ma va assunto a piccole dosi, per riflettere, collegare e capire.

Vosganian autore di un romanzo di vite

Ho detto prima che Il libro dei sussurri è un romanzo di formazione, familiare e di vite. E vorrei spiegarvene il motivo, dato che il fulcro del libro sta proprio in questo.

Il libro dei sussurri è un romanzo di formazione perché l’autore racconta l’uomo che è diventato attraverso ciò che gli è stato insegnato, tramandato e detto. Vosganian non sarebbe l’uomo di oggi, quello che ha scritto questa storia, se non avesse vissuto, direttamente o indirettamente, quello che ha vissuto. Non ci sarebbe nessun Libro dei sussurri se l’autore non avesse vissuto certe esperienze e non avesse incontrato certe persone.

Il libro dei sussurri è un romanzo familiare perché l’autore racconta della sua famiglia, non di quella di qualcun altro o di una famiglia inventata. Racconta proprio della sua famiglia, composta da donne, uomini, bambini, vecchi, tutti con le loro domande, le loro risposte e i loro sogni. Gli occhi del piccolo Varujan hanno visto persone e luoghi, oggetti e lettere, mentre le sue orecchie hanno sentito racconti, frasi sussurrate, interpretazioni di sogni e speranze, storie di guerra, di deportazioni e di ritorni. Tutto quello che l’autore ha riportato su carta è il risultato della sua vita vissuta, non di un sentito dire, e tutti i personaggi di cui parla sono appartenuti al suo passato.

Il libro dei sussurri è un romanzo di vite perché sono le vite degli uomini e delle donne a fare il romanzo. L’autore segue le vite di persone conosciute per raccontare le atrocità e gli avvenimenti di tutto il Novecento, proprio perché la Storia è fatta dalle vite di chi la vive, non dalle date. Scandendo le vite dei suoi famigliari, conoscenti o amici, Vosganian dipinge un quadro romantico e intriso di sofferenza che racconta alla perfezione una fetta di storia moderna.

Leggere questo libro in questo momento mi ha permesso di essere “sulla notizia” quando i telegiornali e i giornali hanno parlato della decisione del Bundestag tedesco. E ora che l’ho finito mi sento molto più preparata su una parte di storia che non conoscevo abbastanza. Leggere Vosganian non è per tutti, ma apre gli occhi. Il libro dei sussurri è stato scritto per non dimenticare e far riflettere, per essere tramandato e ricordare, perché è un libro potente, vero e reale. E la realtà, a volte, si sa, può fare male, ma vale molto di più di una menzogna o dell’indifferenza.

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